Remembering Tupac Shakur… 16 years later

Il sorriso contagioso di Tupac… indimenticabile.

«How many brothas fell victim to tha streetz
Rest in peace young nigga, there’s a Heaven for a ‘G’
be a lie, If I told ya that I never thought of death
my niggas, we tha last ones left
but life goes on…»

Quanta gente è caduta, vittima delle strade… quanta? La delinquenza, la violenza e i traffici illegali di stupefacenti, soprattutto negli anni 90 (ma ancora oggi) hanno mietuto numerose vittime, spesso giovanissime. Tupac Shakur, se vogliamo è stata una di queste vittime. Caduto in un agguato, a Las Vegas, teso da gente che non lo voleva più tra i piedi, gente che avrebbe fatto di tutto per togliere Tupac Shakur dal palcoscenico mondiale del rap.

Sono passati ben 16 anni da quel 13 settembre 1996, quando Tupac Shakur venne dichiarato morto, dopo 6 giorni di agonia in ospedale. L’alone di mistero che c’è dietro la morte di ‘Pac ha alimentato la leggenda che ancora oggi è viva nel cuore e nella mente di milioni di fans in tutto il mondo. Il passaggio di nome da 2Pac a Makaveli, i messaggi nascosti nel suo “The 7 Day Theory”; il fatto che non ci sia una tomba, un documento sulla sua morte e molto altro. Il resto è storia già letta.

Ma, come egli stesso ci dice in uno dei pezzi più belli del rap della West Coast, Life Goes On… la vita continua e quello che Tupac ha detto e fatto in vita, sarà per sempre un ricordo indelebile nell’animo di chi lo ha seguito.

Tupac in un live.

Nel settembre del 1996 iniziai le medie, avevo 11 anni e non sapevo neppure chi fosse Tupac. Iniziai ad ascoltare l’hip-hop in quel periodo e scoprire un “mostro” come Tupac mi aprì la mente.

Posso dire che Tupac è stato il mio primo vero idolo del mondo della black music. Il primo pezzo che ascoltai fu “Changes”, inedito pubblicato nel suo Greatest Hits del 1997. Poi iniziai ad approfondire la conoscenza e conobbi pezzi di sconvolgente bellezza per chi ama il rap. Pezzi come Me Against the World; To Live & Die in L.A.; Keep Ya Head Up, Life Goes On; So Many Tears o Temptations, Tradin’ War Stories e poi forse i miei due pezzi preferiti: Dear Mama e Starin’ Through My Rear View.

Dico forse perché scegliere il pezzo migliore di Tupac secondo Me è una delle cose più difficili da fare per un appassionato. I suoi brani hanno delle produzioni tali da risultare attualissimi ancora oggi.  Davvero un mito senza tempo! Con gli anni ho iniziato ad ascoltare anche i vecchi classici della musica soul, a spaziare un po’ ascoltando anche altri generi, rimanendo legato però sempre al mondo black.

Mi sono reso conto, ancora una volta della qualità delle produzioni e dei brani scelti per i campionamenti; di altissimo livello. Alcuni esempi? Pezzi ricercatissimi come Sadie (1974) degli Spinners e In All My Wildest Dreams (1978) di Joe Sample diventano la splendida Dear Mama, tratta da “Me Against the World” del 1995; il primo brano campionato per i cori il secondo per la base.

«…Cause when I was low you was there for me
And never left me alone because you cared for me…»

L’incantevole The Way It Is (1986) di Bruce Hornsby diventa Changes, brano inedito, pubblicato per la prima volta nel Greatest Hits del 1997, una vera perla, che ci racconta di gente che non ha una casa, che è costretta a vivere per strada tra la violenza e la povertà. Situazioni assurde che purtroppo non cambieranno facilmente.

«…Some things will never change…»

Per quanto riguarda le produzioni postume, degne di nota sono la bellissima Until the End of Time del 2001, che riprende Broken Wings dei Mr. Mister, gruppo new wave degli anni 80. Non hanno avuto molto successo ma ci hanno regalato gemme come questa.

…«If an angel comes down
And takes me away
The memories of me
And my songs
Will always stay
Till they can find
Until The End of Time»

Altra produzione spettacolare ad opera di JohnnyJ in Better Dayz del 2002, tratto dall’album omonimo. Il brano è cantato da Tupac in compagnia di Ron Isley degli Isley Brothers, autori del pezzo dal quale è tratto il sample, Let’s Fall in Love… come direbbe Lefty Ruggiero (Al Pacino) in Donnie Brasco… « che ve lo dico a fare!»

«…Keep yo’ head up and try to keep the faith
And pray for better days…»

E come non citare la commovente Ghetto Gospel, brano postumo prodotto da Eminem e tratto da “Loyal to the Game” del 2004. Brano che, secondo alcune testimonianze dovrebbe risalire al 1992; racconta della vita da “guerriero” di Tupac, campionando Indian Sunset, un pezzo del 1971 di Elton John, presente anch’egli nel brano.

«…Before we find world peace
We gotta find peace and end the war on the streets
My ghetto gospel…»

2Pac ha regalato tanto al mondo della musica. È considerato ancora oggi, il miglior rapper di tutti i tempi. Aveva solo 25 anni ed era all’apice della sua carriera, ma purtroppo la strada e le circostanze misteriose della vita ce lo ha portato via troppo presto lasciando un vuoto immenso dentro il cuore di milioni di appassionati. A distanza di 16 anni, questo vuoto non può che essere colmato solo dalla grandezza del suo genio, dalla sua musica e dalla nostra infinita passione!

R.I.P. Tupac Shakur (1971-1996)

Qui di seguito vi posto tutti i pezzi dei quali vi ho parlato! (pensavate che non vi sareste beccati nessun pezzo di Tupac?)

Buona Musica!

Keep Ya Head Up (1993)

Dear Mama (1995)

Life Goes On (1996)

Changes (1997)

Until the End of Time (2001)

Better Dayz (2002)

Ghetto Gospel (2004)

8 thoughts on “Remembering Tupac Shakur… 16 years later

  1. la notte che è morto, per me è iniziato un lutto musicale che dura tutt’ora…ero all’hotel dalla base di allora e con alcuni amici, restammo impietriti,ascoltando la notizia che non avremmo MAI voluto ascoltare…R.I.P. TUPAC SHAKUR….il più grande di tutti…e come dici tu …something never change!!!!!!!

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