Rachelle Ferrell – Individuality (Can I Be Me?) [2000]

Rachelle Ferrell.

Rachelle Ferrell è una delle più importanti musiciste jazz di oggi. Già da giovanissima, inizia ad esibirsi come pianista e violinista, ma successivamente si specializza nel pianoforte e nel canto, fino a diventare, dagli anni ’90 in poi, un punto di riferimento per la musica jazz e non solo. Sono da ricordare le  prestigiose collaborazioni con alcuni dei più importanti ed influenti personaggi del panorama jazz contemporaneo, come Quincy Jones, George Duke, Patti LaBelle, Wayne Shorter e molti altri.

Con il suo primo album, uscito nel 1990 per il mercato giapponese e poi ristampato, nel 1995, con il titolo “First Instrument”, dall’etichetta Blue Note, Rachelle Ferrell dà una brillante prova del suo talento; “First Instrument” è l’unico disco puramente jazz dell’artista, e contiene numerosi e celebri standard, rielaborati in modo del tutto personale e con totale devozione; il risultato è ovviamente eccelso, anche grazie al contributo di illustri ospiti tra cui è doveroso citare Michel Petrucciani, che offre il suo genio nel brano che conclude l’album, Autumn Leaves.

Rachelle Ferrell in concerto.

Negli album successivi l’artista si sposta in territori sempre vicini al jazz contemporaneo di classe, ma con pesanti influenze Rhythm & Blues, soprattutto con materiale originale. Il secondo album, “Rachelle Ferrell”, è un disco molto più immediato e accessibile del precedente, ma ugualmente ricco di grandi canzoni, tra cui ricordo il bellissimo duetto con Will Downing, Nothing Has Ever Felt Like This; inoltre, la produzione del maestro George Duke, importante pianista, compositore, produttore e arrangiatore è sicuramente una garanzia di qualità.

Arriviamo al 2000, l’anno di pubblicazione di “Individuality (Can I Be Me?)”, che appunto è l’album di cui vorrei parlarvi. Ad oggi, questo è l’ultimo disco di studio realizzato da Rachelle Ferrell; questo lungo periodo di silenzio discografico (se si esclude il disco dal vivo “Live in Montreux 91-97″, che raccoglie alcune esibizioni live eseguite durante il celebre festival Svizzero), può sembrare davvero un’eternità, soprattutto se si pensa che, per rispettare le regole del mercato, imposte spesso delle case discografiche, oggi è facile vedere artisti che realizzano dischi a raffica, pur di vendere; e spesso con risultati men che mediocri. Ma non è il caso di Rachelle Ferrell; questa è un’artista vera, che vive al di fuori dello show business e realizza un disco solo nel momento in cui ha davvero qualcosa da trasmettere, emotivamente parlando. In compenso, l’artista è continuamente in giro per il mondo, con decine di concerti dal vivo, molto spesso – quasi ogni anno – anche nel nostro paese.

“Individuality (Can I Be Me?)” è probabilmente in disco più bello di Rachelle Ferrell; in queste undici canzoni Rachelle ci offre uno spettacolare dipinto, una chiara immagine delle sue potenzialità; una voce che raggiunge l’estensione di sei ottave, un talento innato nel suonare il suo strumento, il pianoforte; chi ha avuto la fortuna di vederla dal vivo avrà notato che Rachelle Ferrell riesce a giocare con la sua voce, che diventa un vero e proprio strumento, dalle enormi potenzialità; gorgheggi, acuti da brivido, tutto accompagnato dal una grande abilità pianistica; e tutto questo è ampiamente dimostrato in “Individuality (Can I Be Me?)”.

“Individuality (Can I Be Me?)”, il disco di Rachelle Ferrell del 2000.

Ogni canzone di questo album è un piccolo gioiello; si parte col brano che dà il titolo al disco, un bel pezzo che odora molto di R&B, molto ben fatto, e con un bel groove sul finale; un po’ come Will You Remember Me?, dove George Duke offre la sua arte al pianoforte; anche nelle canzoni più lente, nelle ballate, Rachelle si dimostra ugualmente immensa, e canzoni come I Forgive You e Gaia sono autentici capolavori; è impossibile non desiderare di riascoltare un brano come Sista, dopo che la dolce voce di Rachelle e la soave musica che l’accompagna hanno letteralmente catturato il cuore dell’ascoltatore; pura estasi quando ascoltiamo le prime note di I Gotta Go, con una bella melodia di fondo, un bel ritmo e alcuni acuti da brivido; sicuramente una delle più belle canzoni del disco; ma in fondo, quale canzone non lo è, in questo album? Why You Wanna Mess It All Up? è un altro bel pezzo travolgente, bello pieno di ritmo e groove, con il maestro George Duke ancora presente con il suo pianoforte; scat, acuti, virtuosismi, pazzie vocali; c’è tutto questo, e anche di più, nel bellissimo finale di questa canzone.

Altri pezzi forti li troviamo nella seconda parte del disco; Run to Me è una dimostrazione, di grande fascino, di cosa significa avere quelle sei ottave di estensione vocale di cui accennavo prima; Rachelle riesce a mantenere gli acuti, altissimi, per secondi che sembrano interminabili, con una forza che non sembra mai venire meno; Satisfied invece è un bel funky, ricco di groove e di ritmo, che trascina l’ascoltatore verso quello che io ritengo il capolavoro assoluto del disco, ovvero la conclusiva I Can Explain; non trovo le parole per esprimere la bellezza di questo brano, che è un crescendo di emozioni e di intensità; le prime note, la prima parte, strumentale, danno l’idea di essere di fronte ad una lentissima ballata melodica; invece, man mano che la canzone va avanti, c’è una crescente intensità, con la voce che raggiunge acuti sempre più elevati, sempre più irraggiungibili, sfuggenti, inarrivabili. La bellezza del disco, quindi, è coronata da questa perla conclusiva, questa I Can Explain, che rappresenta proprio un manifesto di ciò di cui questa artista è capace; di ciò che riesce a trasmetterci con la sua musica. Unica ed inimitabile.

Se volete il mio consiglio, ascoltatevi questo album. Non ve ne pentirete. E non fatevi sfuggire la possibilità di assistere ad un suo concerto.

Qui di seguito vi presento alcune canzoni di Rachelle Ferrell.

tracklist:

  1. Individuality (Can I Be Me?)
  2. Sista
  3. Will You Remember Me?
  4. I Forgive You
  5. I Gotta Go
  6. Why You Wanna Mess It All Up?
  7. Gaia
  8. Run to Me
  9. Reflections of My Heart
  10. Satisfied
  11. I Can Explain

anno: 2000
label: Capitol

sito ufficiale: rachelleferrell.com

3 pensieri su “Rachelle Ferrell – Individuality (Can I Be Me?) [2000]

  1. Pingback: Soulful TOP 15 [07.2012] | Soulful Corner

  2. Pingback: Rachelle Ferrell live @ Nuovo Teatro dell’Opera, Firenze [25-07-2012] | Soulful Corner

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